Intervista al Corriere dell’Umbria – 30 Gennaio 2017

Nell’edizione di lunedì 30 gennaio 2017 è stata pubblicata un’intervista a Jack Sintini realizzata da Diego Anselmi.

Una lunga chiacchierata dedicata al campionato di Serie A1, alla Sir Safety Perugia, all’Associazione Giacomo Sintini e all’impegno assunto da Jack quale candidato al nuovo Consiglio Federale Nazionale.

“A PERUGIA – Abbiamo raggiunto telefonicamente Giacomo Sintini sulla strada del ritorno dalla Lombardia dove è stato per lavoro, ma anche per contribuire ad un workshop della Fondazione Veronesi all’interno del progetto “#FattiVede- re” che ha portato il Jack all’ospedale Sant’Anna di Como per parlare di prevenzione oncologica agli adolescenti. Una chiacchierata a 360 ̊ che ci ha permesso di conoscere meglio le sue opinioni ed i suoi progetti. Partiamo dal campionato in corso. Chi vedi favorito per la vittoria della Superlega? “E’ una bella domanda, credo ci siano quattro principali candidate per la prima piazza, ovviamente sono Civitanova, Perugia, Modena e Trento, anche se quest’ultima la vedo un pochino meno attrezzata, ad inizio stagione avrei incluso anche Verona ma purtroppo non la vedo all’altezza delle altre. Credo ci siano almeno due ottimi giocatori per ognuna di queste squadre che possono fare la differenza, penso che Ngapeth (Earvin) sia il più grande atleta che gioca attualmente in SuperLega, dal punto di vista tecnico è un talento incredibile che apprezzo tantissimo, insieme a Petric credo siano i due giocatori che spostano a Modena gli equilibri in campo. Invece a Civitanova credo che Sokolov e Juantorena stiano facendo un campionato di altissimo livello. Per quel che riguarda la Sir, Atanasjievic è il giocatore a cui la squadra non può rinunciare, ho apprezzato moltissimo il suo rientro. Come altro punto forte ho un nome che può sembrare fuori dal coro (ma non è l’unico a pensarla così ndr) poiché molti direbbero Zaytsev, ma io sin dall’inizio ho apprezzato le doti di Berger, è un giocatore che si sta rivelando preziosissimo ed attualmente nella Sir credo stia facendo la differenza tanto quanto Atanasjievic. In una squadra così ricca di nomi serviva proprio un giocatore d’equilibrio, può giocare con Russel, Zaytsev, o come finto opposto, molto valido sia in attacco che in seconda linea, sa palleggiare bene ed è efficace anche a muro, ha un modo di giocare molto concreto e non commette errori gratuiti. Kovac lo utilizzava un poco anche per necessità, Bernardi ne ha capito le potenzialità e lo sta usando al meglio. Anche se avevo detto che ne avrei nominati solo due per squadra vorrei includere anche De Cecco, a mio avviso sta giocando la migliore pallavolo da quando è in Italia, con il rientro di Atanasjievic ha ritrovato la sicurezza e la serenità fondamentali per un palleggiatore e devo dire che Bernardi ha trovato la chiave giusta per comunicare efficacemente con lui, è un giocatore giovane che ha raggiunto la maturità per giocare da palleggiatore in un campionato di alto livello. Per completare il quadro, i due migliori di Trento secondo me sono Lanza e Giannelli, quest’ultimo poi credo che sia il miglior giovane attualmente in campo in SuperLega, è decisamente una spanna sopra tutti gli altri suoi coetanei, ha un’incredibile maturità tecnica ed emotiva, c’era il rischio di bruciarlo facendolo partecipare subito a competizioni di altissimo livello con la nazionale, invece ha saputo comportarsi meglio di un veterano”.

Passiamo alla Sir di quest’anno.
“Dal punto di vista societario sta diventando sempre di più una realtà di riferimento per la pallavolo inter- nazionale dove ha un ruolo da protagonista, è una società sempre più matura che sta facendo scelte mirate allo sviluppo avendo impara- to anche dagli errori del passato, è sbagliando che s’impara, la società sta crescendo come anche il suo peso a livello nazionale e internazionale. Parlando della squadra posso dire che è bellissima, in assoluto il miglior organico mai visto da quando la Sir è A, hanno creato degli equilibri molto interessanti, deve ancora fare quel salto di qualità che ti porta a vincere un trofeo, purtroppo è l’unica cosa che gli manca. Supercoppa e Coppa Italia sono ormai scivolate via, ma ci sono ancora due grandi obiettivi che sono alla portata, manca soltanto quel piccolo passo che serve a concretizzare gli sforzi finora affrontati dai ragazzi ed una vittoria se la meritano. Devono riuscire a trovare la serenità, mi sembra d’intravedere una certa smania di vincere che ovviamente è naturale, ma che alle volte si traduce in pressione, nervosismo ed ansia, tutte queste cose svaniranno nel momento in cui riusciranno a vincere un trofeo, quando arriverà il mo- mento e riusciranno a togliersi la cosiddetta scimmia dalla spalla, allora arriveranno anche altre vittorie”.

“Da quando ho smesso di giocare ho portato avanti progetti maggiormente lega- ti alla mia associazione, ogni anno facciamo un passo in avanti, vorrei riuscire a realizzare ancora più progetti per aiutare le persone malate di cancro (per maggiori informazioni www.associa- zionegiacomosintini.it, ndr), inoltre sto portando avanti i miei impegni come manager nel settore formazione per Randstad, l’obiettivo è quello di trasmettere ai manager italiani i preziosi insegnamenti che il mondo dello sport mi ha dato in questi anni”.

Da poco hai preso la decisione di affrontare una nuova sfida pallavolistica al fianco del presidente Magri come consigliere, cosa ti ha convinto? “Amo la pallavolo e non vedevo l’ora di poter avere un ruolo significativo all’interno di questo mondo al quale ho dato tantissimo e che mi ha dato tantissimo, è la mia vita da quando ho quattordici anni ed è stato uno dei fattori determinanti che mi hanno aiutato a restare in vita quando ho rischiato di perderla, l’amore per la pallavolo, come quello che ho per la mia famiglia e per la vita mi hanno tenuto a galla nei momenti più duri, ci tenevo tanto a rientrare, il presidente Magri mi ha convinto dicendomi che quello che attualmente sto facendo con la formazione e nel sociale sarebbe un grande valore aggiunto all’interno del mondo della pallavolo per poter condividere le mie esperienze anche nelle più piccole società di tutta Italia. Ho accettato questo impegno per il bene degli atleti e vorrei essere il loro punto di riferimento a Roma”.”

 

3 febbraio 2017